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c'era una volta l'automobile... C’era una volta l’automobile; quel bene che quando lo dovevi scegliere passavi ore ed ore seduto con la rivista del settore in mano a confrontare dati relativi a consumi, dimensioni, velocità e potenze. Alla fine decidevi e l’andavi a vedere: ti innamoravi subito di lei.. era lì, dietro la vetrina del concessionario in centro, con i suoi occhietti (i fanali) che ti ammiccavano languidi come quelli dell’attrice de “La dolce vita”…e se ci pensi bene la griglia del radiatore pareva la bocca che ti diceva “Dai Marcello.. vieniii”. Ti innamoravi di lei.. ci passavi le notti a decidere: “Bianca o blu notte?”. Alla fine decidevi, andavi, firmavi un pacco di cambiali che al confronto lo spoglio delle schede elettorali sembrava l’operazione del gratta & vinci.. ed era tua. Quando la ritiravi ci andavi in giacca e cravatta, quasi come se dovessi sposarti, e un signore distinto e sorridente ti dava le chiavi così come un sindaco ti consegna le chiavi della città. Dentro c’era tutto ciò che ti serviva: tre pedali, un freno a mano, un volante e tre sedili. L’autoradio dovevi montartela tu, quindi la prima domenica utile la passavi cercando far passare dei cavi elettrici attraverso pareti interne e pannelli. La tenevi finché non esalava l’ultimo respiro e quando lo faceva, ti sarebbe piaciuto portarla su una collina deserta in una sera d’estate e tirarle un colpo nella testa(ta) con la tua colt, alla moda dei vecchi cowboy, mentre una lacrima solitaria ti correva sulla guancia, brillando per un attimo all’ultimo sole che moriva dietro le colline. Oggi c’è l’automobile: per sceglierla ci passi un mese, perché il listino della rivista specializzata è di 152 pagine, dove ci sono 312 marche.. (oggi tutti fabbricano auto, dai coreani fino agli abitanti di Papua-Nuova Guinea). Inutile fare confronti, perché le potenze sono tutte a 3 cifre e le velocità pure. C’è di tutto: 1.2 di cilindrata che vanno a 180, a gas, a gasolio, a benzina, a speranza. La lista degli optional è lunga quasi come l’elenco telefonico di New York e se ti fai due conti scopri che, mettendoceli tutti, il prezzo della macchina supera quello dello stabilimento che la produce. Ci sono “sport pack”, “utility pack”, “security pack”... e intanto speri che il vero ed unico “pack” non lo prenda tu comprandola. Quando la prendi non c’è bisogno di fare cambiali: oggi dai un minimo anticipo (asteriscato) di 10.000 euro, poi 5 euro al mese per un anno e alla fine rata finale di altri 25.000 euro rifinanziabile, cosi dalle mani della finanziaria non esci proprio più. Compreso nel prezzo c’è un numero verde (se si ferma) e un numero nero (non si sa a cosa serva, ma te lo danno lo stesso) e dopo un po’ scopri anche che a bordo della tua nuova auto non puoi circolare (perché inquina). Al momento di salirci sopra inizia il dramma: spie e pulsanti dappertutto, simboli strani, leve sconosciute. Prendi il libretto uso e manutenzione e scopri che è di 1000 pagine, edito dalla Treccani, con il seg. Sottotitolo :”Come imparare a rientrare nell’atmosfera con uno Shuttle in situazioni d’emergenza – Tomo 1 -”..i successivi aggiornamento arriveranno a casa. Eh si... c’era una volta l’automobile. |
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