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L'interpretazione

"E’ tardi accidenti!!! Devo andare al lavoro e sono giá le 9.00!" Mi alzai di corsa, cercando con lo sguardo i miei vestiti, “Ma dove avró messo i miei boxer?”, poi ricordai che li aveva praticamente sbranati lei a morsi ieri sera, quando mi era letteralmente saltata addosso con un balzo felino che mi aveva fatto sentire tanto una povera ed indifesa gazzella beccata in mezzo alla savana da una femmina di ghepardo affamata, oltre che tremendamente allupata.

Infilai i calzini, poi la camicia, sulla quale spiccavano ancora delle nette tracce di rossetto che facevano anche un bel “pendant” con il blu della stoffa. “I pantaloni, dove diavolo sono i pantaloni?? Ah si!, eccoli, appesi al lampadario”.

Con un saltello li recuperai, ma finii in pieno con un piede su un bicchiere vuoto posato a terra, ricordo del brindisi della sera prima a suon di Berlucchi, che si spaccò con un secco "Crack". Il dolore era fitto, lancinante. Corsi in bagno ed infilai il piede nel bidet, facendo scorrere l’acqua che si colorò subito di rosso.

Non c’è male come inizio di giornata, non c’è male davvero!!” Mi fasciai il piede con un fazzoletto, misi di nuovo il calzino e tentai di infilare la scarpa, ma con notevoli difficoltá.

Tentai di radermi, ma non trovai di meglio che un rasoio da donna, di quelli rosa che si usano per le gambe..giá, le gambe, che gambe che aveva lei!.

Scacciai dalla mente il pensiero di quelle gambe da sogno e pensai seriamente di usare la ceretta per radermi, ma poi ci ripensai subito. La lama correva sulla mia pelle, bagnata della sola acqua, in quanto non avevo trovato la schiuma. I peli non venivano rasati..praticamente erano estirpati. Come diceva quella pubblicitá?? “La prima lama tira fuori il pelo, la seconda lo taglia”…beh, qua mi sa che �La prima lama tira fuori il pelo, la seconda lo prende per il collo!!

Quando finii in bagno, sembrava che io fossi passato per le mani di 150 cannibali che volevano mangiarmi. Macchioline di sangue mi costellavano il viso e facevo fatica ad asciugarle tutte con la carta igienica..”ma pensa te, mi pulisco il volto con la carta igienica…se chi dico io fosse qui adesso direbbe che è normale…con la faccia da culo che ho”.

Mi annodai la cravatta guardandomi allo specchio, un bel nodo grande, poi cercai di farmi il caffè, ma non trovai né la moka, né proprio il caffè…ed io diventavo nervoso senza caffè. “Vabbé”-mi dissi- “Si vede che oggi doveva andare cosi”.

Cercai le chiavi dell’auto senza trovarle. Guardai dappertutto; sulla mensola dell’ingresso, sul tavolo…poi ebbi un’illuminazione del tipo di quella che dovette avere Leonardo quando pensó che se avesse fatto girare delle pale forse poteva inventare l’elicottero (a me le fanno girare spesso le “pale”…ma non mi sono mai librato in volo, chissà perché) e vado a vedere sotto il letto. “Eccole!”. Recuperai il mazzo e trotterellando di corsa mi diressi verso la porta d’ingresso.

Proprio nel mentre che stavo per aprire, suonarono. “Chi sarà mai??”..poi ad un tratto rientrai nella realtà dei fatti..”Ma non sono a casa mia!! Sono a casa di lei!!”.

Guardai nello spioncino; un volto sulla trentina mi si parò di fronte; guardava distrattamente in alto e di lato, come se dovesse attendersi che qualcuno aprisse la porta da un momento all’altro. “E questo chi cavolo è???”- pensai- “Oh Cristo! E ora che faccio?”

Ad un tratto sentii un tintinnio fuori dalla porta…”Cavolo, questo ha le chiavi!” Mi guardai intorno disperato, in cerca di una soluzione..”Dai...fatti venire in mente un’idea, ma fattela venire subito!

Tornai di corsa verso il bagno, mi tolsi la cravatta e la nascosi sotto il letto, poi mi rimboccai le maniche della camicia, che ebbi l’accortezza di sporcarmi prima sul davanti, per sembrare uno che stava lavorando. Mi arruffai un pó i capelli, tirai giú il bordo del calzini…”Che Dio me la mandi buona" e mi buttai sotto il lavandino, sdraiandomi a terra con la schiena.

Sentii la porta che si apriva e si richiudeva… poi una voce maschile che chiamava un nome di donna…un nome che conoscevo molto bene. “Oh Mio Dio…se sopravvivo a questa giuro che compro Famiglia Cristiana per tutta la vita!”

Si?? chi è???” – dissi-, con una voce che mascherava a stento la fifa matta che si era impadronita di  me- Silenzio...subito dopo da sotto il lavandino vidi un paio di piedi che calzavano dei mocassini abbastanza eleganti entrare nella stanza da bagno.

E lei chi diavolo è?”. Questa domanda mi venne rivolta con voce interrogativa e dura. Sbucai da sotto il lavabo. Due occhi inquisitori mi fissarono. Le sue mani erano chiuse a pugno, come se fosse pronto a prendermi a cazzotti se solo avessi fatto una mossa falsa.

Salve”-dissi con un sorriso che mi sforzai di far sembrare semplice, come quello che dovrebbe avere un operaio- “Sono della Liquid Control. La signorina ci ha chiamato per una perdita al lavandino, ma il traffico mi ha fatto arrivare tardi e lei doveva uscire, così mi ha lasciato a terminare il lavoro, pregandomi di chiudere la porta solo sbattendola quando avessi finito”. Per far sembrare la cosa più vera tolsi dal portafogli il mio tesserino del lavoro, quello “vero” e glielo mostrai..rapidamente peró, in modo che non avesse il tempo di leggere i dati scritti sopra ed avendo cura di coprire la sigla della mia azienda con il pollice.

Alla vista di quel rettangolo plastificato con la mia foto il tizio si tranquillizzi un pó, ma i suoi occhi erano sempre fissi nei miei e non sapevo se avrei retto a lungo quello sguardo. “Non mi crede…cazzo non mi crede!”-pensai-, ed una punta di panico prese ad impadronirsi di me.

Qual’è il problema qui?”- mi venne chiesto mentre io, piano piano, cercavo di mettermi davanti a lui per non fargli vedere la parte sottostante del lavabo. La domanda che mi era stata rivolta suonava come il fatidico “Ha nulla da dichiarare?” che veniva di solito rivolto da accigliati doganieri al confine fino a qualche tempo fa.

Ah si..il problema…ehm..si, c’era una ghiera lenta, ma l’ho stretta ed ora non perde piú. Si è bagnato un pó a terra mentre lavoravo, ma ho asciugato con lo straccio che è nel ripostiglio” (mentre dissi questo speravo vivamente che la tipa ce l’avesse uno straccio nel ripostiglio…e che soprattutto avesse un ripostiglio!!).

Il tale guardò sotto il lavandino…”E ha fatto tutto con le mani nude? Non vedo alcuna chiave o attrezzo qui”- mi disse mentre rialzava la testa e prese nuovamente a fissarmi.

Si…cioè no, ho giá portato la borsa degli attrezzi in macchina, sa, l’ultima volta ho dimenticato delle chiavi inglesi in un appartamento e li ho dovuti ripagare io di tasca mia”.

Non credevo di che reggere a lungo quel terzo grado...mi pareva giá troppo strano che non mi fossi ancora tradito!!!

Va bene...lei allora avrebbe finito?

Eh giá”-mentre facevo finta di pulirmi le mani sotto l’acqua del lavandino- “Adesso, pensi un pó, devo fare ancora due interventi, uno a S.Giovanni e l’altro a Montesacro. Che giornata oggi!”. Sarebbe stato meglio andar via di corsa, ma non volevo destare sospetti con un fare un pó troppo,come dire, frettoloso.

Ok”- disse il tipo- “Immagino che l’intervento non sia stato ancora pagato, vero?

No infatti”- risposi d’istinto; se avessi detto di si avrebbe potuto chiedermi come facevo a stilare un compenso per una cosa che, quando lei è uscita, doveva essere ancora terminata.

E quant’è la spesa?”, mentre metteva mano al portafogli.

Beh, non ho montato alcun ricambio, fatta eccezione per la guarnizione. Calcolando il tempo impiegato…uhmmm si, diciamo 50 Euro”.

Un bel bigliettone cambiò di mano nei successivi secondi, e non potei fare a meno di pensare che la giornata si stava mettendo  al meglio, dopotutto.

Allora io andrei eh? La ringrazio e la saluto…e non manchi di salutare la signorina, mi raccomando

Va bene”-risponde il tipo- “Ma se dovesse perdere ancora come si fa? Mi lascia un recapito, per favore?

Eh…e ora cosa faccio?”-pensai-, poi mi ripresi…”Si, guardi, ho lasciato tutto alla signorina, il lavoro è coperto da garanzia per 1 mese, ma poi, visto che siete clienti, anche se dovesse accadere qualcosa vengo lo stesso e senza spesa alcuna, se non ci sono parti da sostituire”.

Va bene”. il tipo, per la prima volta, abbozzò un mezzo sorriso. ”Lo prende un caffè con me”?

No grazie”- risposi, non mi pare giusto abusare così. Una notte con lei, sono stato anche pagato...ma pure il caffè proprio no! Ho una dignitá da difendere io! “Meglio che vada, altrimenti non ce la faccio a fare gli altri due interventi prima di pranzo".

Gli strinsi la mano e mi avviai verso la porta, “Ce l’ho fatta….ce l’ho fatta diavolo!!”. Aprii e…mi trovai davanti lei con le chiavi in mano. Non feci a tempo a dire nulla…mi lanciò le braccia al collo, mi spinse di nuovo dentro dicendo “amoreeeeeeeeee!, ma sei ancora qui?” e mi stampò sulla bocca un bacio da togliere il respiro.

La scostai da me guardandola in viso con un’espressione fatale…lei mi fissò, non capiva. Poi mi voltai indietro e vidi una bocca aperta e due occhi spalancati. Penso, ”Peccato..una bella interpretazione da Oscar sprecata.."

 

 

marco marzilli 2013 © all rights reserved